La rivincita contro ogni “stronza”…

Per una volta racconto con grande soddisfazione una figurimmmacs non mia ma di una conoscente.

Lei è quella persona che tutte noi abbiamo trovato nella vita.

Quella che quando vai al supermercato dietro casa con il capello con la bava di lumaca, la pinzetta in tinta con le tende frufru di qualcuna che non sei tu, le tappine col tallone sabbioso perché, appunto, al

Supermercato comprerai il velvet soft chè l’hai finito, il punto nero a cui hai dato un nome al centro delle due sopracciglia, il leggins bianco con la mutanda a pois fuxia, perché cazzo, vado al supermercato qua dietro, mica mi posso mettere il frac, incontri lei. Che è vestita come se stesse andando ad un brunch con Donatella Versace che si sente pure lei inadeguata, ed i suoi capelli hanno il coiffeur incorporato e se li scuote, nuvole di violette in fiore cadono ai suoi piedi diventando magicamente un tappeto di brillanti, e, nonostante tu ti sia nascosta dietro una piramide di pecorini di Crotone, ti sgama apposta e ti saluta caramente dicendoti anche “ti trovo bene” lasciando con grande astuzia e cattiveria intuire che se sei tutta aggiustata stai peggio di come stai ora. insomma. 

Avete capito. 

Na stronza. 

In una mia vecchia comitiva c’era lei. Perfetta e composta, sempre opportuna ed amata da tutti. Sospetto anche dal mio fidanzatino dell’epoca. 

Una sera andiamo a mangiare alla pagliara prima che prendesse fuoco (quanto era bello quel ristorante)…

Ci facemmo una mega mangiata ed ovviamente i camerieri erano tutti per lei. Arrivó il titolare che ci offrì di provare la paesanella. Per chi non lo sapesse, è alcol puro, diesel, benzina senza piombo e piombo fuso insieme. Lei con la sua deliziosa vocina disse che no, non poteva essere tanto forte come la descrivevano. Tutti che le dicevano che equivaleva alla morte e noi ragazze invece, senza nemmeno metterci d’accordo, mentre ci spuntavano le corna e la lingua biforcuta, dicemmo convinte: ma vaaaaa, ma che esageratiiiiii.

Lei, quindi, appoggió le sue meravigliose labbra al bicchierino (rigorosamente di plastica), ne prese un sorsino piccino piccino, ingoiò, disse qualcosa del tipo “oh com’è forte”…

Ma la sillaba finale non si capì.

Uscì fuori un suono prima gutturale, poi sempre più acuto, lungo, quasi doloroso, il rutto più forte (e bello) mai sentito in vita mia.

E mentre usciva, interminabile, il suo meraviglioso visino si deformó tutto, ed i suoi occhi dicevano “ma quando finisce??? Ma quando finisceeeee?”.

Alla fine cercó di dire qualcosa ma nessuno sentì niente, ridevamo tutto troppo forte! Ahhhhhhhhh che bellissima figurimmmacs!

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