Mia è celiaca

Mia è celiaca. Celiaca.

Continuo a ripeterlo per accettare la cosa.

Celiaca. Una parola così distante da me finora.

Celiaca. Tutte le volte in cui qualcuno mi ha detto di esserlo ho provato sincero trasporto. Io che amo il pane. Mia più di me.

Celiaca. Confermato. Valori dieci volte sopra la media. 

Due mesi di accertamenti, dal primo dubbio del pediatra. Ed il padre ed io che leggiamo, ci informiamo, chiediamo: no, nessun sintomo. Mi spiace, dottore, stavolta ha toppato. 

Perché i bimbi celiaci non crescono. Mia è altissima. Hanno diarrea. Mia è stitica dalla nascita. Mi spiace dottore, ma proprio non è possibile. 

Ed invece, prime analisi: positive. Compleanno della mia piccina tra due giorni e le devo fare un buchetto al braccio, amore di mamma, che regalo!

E poi, ricerca su DNA. Tampone buccale. Ma tanto le analisi avevano sbagliato, non ha sintomi, è impossibile! Due settimane di attesa col fiato in gola e ulteriore conferma. Cari coniugi Rossetti, vostra figlia è celiaca. 

No. No no no! Ed ora? 

Ed ora, se volete l’assegno, dovete farle la gastroscopia in anestesia generale, lo Stato non accetta altre analisi per erogarlo.

Caro Stato insensibile e crudele. Anche se l’assegno fosse di un milione di euro al mese, io a mia figlia non la anestetizzo. 

Passato il momento di terrore e sconforto, i genitori si devono organizzare. Scopriamo che a Catanzaro esiste una dottoressa luminare della materia. È giusto che Mia sia seguita e consigliata dalla migliore figura che possa esistere. Costasse anche uno stipendio. E invece no. Come succede la maggior parte delle volte, più sono bravi, meno i soldi gli interessano. Ci consiglia di fare day hospital poiché Mia dovrà fare alcune analisi assolutamente non invasive, e, qualora fosse davvero celiaca, si occuperà lei di tutto. 

Si va a Catanzaro. Cattedra di pediatria. Piccolo mondo magico, dottori e tirocinanti  bravi e appassionati. Mia se ne innamora. E noi continuando a sperare che sia tutto un equivoco. La dottoressa stessa, guardando Mia, è incerta sull’esito. 

Un altro lunghissimo mese di attesa. Si. Mia Rossetti è celiaca. Stop glutine. 

Lo so. State pensando tutti: “dai, cosa vuoi che sia”… ed avete ragione! Come darvi torto? Ma Mia è troppo piccola, capite? Come toglierle un cracker dell’amichetto dalle mani? Come spiegarle che la torta colorata che ha appena visto tagliare per un compleanno non finirà nel suo piccolo stomachino delicato? 

E poi: avete idea di quanto costino i prodotti gluten free? 

Grazie alla dottoressa riusciamo ad avere l’assegno (60 euro circa) mensile senza gastroscopia, per i bimbi così piccoli lei stessa crede sia una tortura e fa fare un altro tipo di esame. Ma visto che tale assegno è fruibile solo in farmacie e negozi specializzati, e non, ad esempio, nei discount, ci prendi davvero 4 cose. 

Fa niente. Mi privo dell’aria, se necessario. Ma Mia non dovrà rinunciare a nulla.

Ed ancora: la discriminazione? Quanti genitori saranno tanto attenti da capire che se invitano Mia al compleanno dei propri bimbi, dovranno farle un menù a parte?

Mia è celiaca. 

Però finora è stata anche fortunata.  

Perché il suo pediatra l’ha capito anche senza sintomatologia evidente, evitando quindi che ce ne accorgessimo quando la situazione fosse compromessa.

Perché ha trovato una dottoressa non solo preparatissima, ma anche cazzuta: zitta zitta, da Catanzaro, ha ottenuto che il McDonald calabria avesse il suo menù gluten free e che l’algida finalmente pensasse a fare il suo celeberrimo cornetto senza glutine.

Perché i suoi familiari se prima la viziavano, adesso non ve lo dico proprio.

Perché al nido si sono prodigati tutti, tutti, dallo staff ad alcune mamme di suoi compagni, a non farle notare la differenza di menù.

Perché gli amici dei suoi genitori, se li invitano, le preparano deliziose ricette prive di glutine.

Perché, addirittura, alla cresima della sua adorata cuginetta, lei ha avuto una torta ancora più bella, tutta per lei.

Mia è celiaca. La nostra strada è difficoltosa perchè  siamo ancora confusi ed impreparati. Siamo tanto, tanto dispiaciuti, perché è troppo piccina per capire. Ma, alla fine, è “solo” celiaca.  

E da questo momento, conoscendomi, so che mi batterò, affinché anche l’ultima pizzeria di Cosenza (non solo tre o quattro) abbia il forno preposto. 

Affinché i ticket vengano accettati ovunque si vendano cose gluten free.

Affinché le gelaterie pensino a tutti i bimbi, non solo ai tolleranti.

Affinché, Mia, sia celiaca, e se ne vanti. 

5 pensieri su “Mia è celiaca

  1. Ida Pantusa ha detto:

    Mia è celiaca, vero. Ma Mia è anche meravigliosa ed è sana sotto ogni altro aspetto, in piú ha una famiglia che non le fará mai sentire la differenza. Quindi Mia, prima di ogni cosa, è fortunata ❤

    "Mi piace"

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