Ultimo giorno di nido

Io non ce la volevo mandare Mia al nido.Fosse stato per me, avrebbe potuto saltare anche il resto… 

Però vedevo che eravamo davvero troppo in simbiosi, e che era una piccola selvaggia, non si faceva avvicinare da nessuno, a meno che non avesse parte di DNA simile.

Poi mi aprono un nido comunale praticamente davanti casa. Ok, dai. Proviamoci. Male che vada me la tengo a casa fino al master. 

Settembre. Inserimento. Scena che tutte le mamme conoscono: lei dentro in lacrime, noi nascoste fuori ad aspettare un cenno delle maestre. Che poi, chi sono queste? E se fossero delle stronze? E se fossero dei serial killer? Quante se ne sentono? E se me la scotchassero al muro e le spegnessero le sigarette sui piedini puzzini?

Ed eccoci arrivati al 31 luglio. Ultimo giorno di nido. 

E non smetto di piangere. 

Perché le serial killer si sono rivelate dei tesori. Delle zie, delle mamme, delle educatrici, delle amiche di Mia. Delle persone uniche, fenomenali. E non solo le maestre. Tutto, tutto lo staff.

Mia stava solo con noi, e con loro finalmente si è lanciata… 

Mia non aveva nessunissima intenzione di mangiare da sola… due settimane e sapeva quasi la sistemazione delle posate meglio di Giovanni della Casa.

Mia faceva solo il “ballo del claudicante”… ed adesso fa delle piroette che carla fracci se la vedesse si commuoverebbe.

Mia mangiava le solite quattro cose… con loro finalmente ha cominciato ad assaggiare altro ed a scoprire nuovi piatti preferiti…

Mia parlava solo in nostra presenza, non appena vedeva l’Estraneo diventava un pupazzo inerme… ora provate a farla stare zitta.

Gli unici amici di Mia erano i familiari. Ora Mia è piena di amici.

Se solo sapeste come si sono stretti tutti intorno a Mia non appena scoperta la celiachia… come sono riusciti a farmi stare tranquilla… 

Bacio tutti i giorni a terra di essere del comune di Rende. E che proprio nel mio comune abbiano aperto il nido peter pan.

Perché ad un certo punto, un bimbo ha bisogno di aprire le ali, ma la mamma deve essere certa che qualora provi a spiccare il volo, il terreno di prova sia morbido. 

E perchè il test più grande, è la reazione di tuo figlio quando vede le persone che lo circondano quando tu non ci sei.

E Mia, ovunque si trovi, se vede una delle sue “zie”, le si fionda addosso felice.

Ed i bimbi, loro, non mentono. Non ne hanno bisogno. Loro decidono solo di amare e di affidarsi. 

Grazie nido peter pan, per questa prima prova di indipendenza. Grazie per aver avuto a cuore i nostri cuccioli esattamente come avremmo fatto noi.

E grazie ad Annamaria Artese, che si è presa la briga di controllare che tutte le scuole di Rende siano alla stessa stregua. Essendo una Mamma inside (lo è talmente tanto, che lo è persino con chi ha la fortuna di essere sua amica), siamo davvero in buone mani.

Vi voglio bene e mi mancherete. Ma sarete sempre una parte fondamentale della vita di Mia.

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