EstaMaCS

Fa caldo. Caldissimo. Sei nel traffico chiusa in auto e protetta dall’aria condizionata , sapendo che quando dovrai aprire ti arriverà una lingua di fuoco giusto sotto al ciuffo per ammosciarlo. Pensi solo ad una spiaggia ed al rumore del mare…

Arriva la meritata vacanza, e ti ritrovi finalmente dove hai desiderato essere… sul lettino di un lido.

Stai decidendo se leggere o mettere due fette di cetrioli sugli occhi mentre aspetti che il venticello arrivi delicatamente sulla tua pelle, ma una cascata di sabbia direttamente nell’esofago ti ricorda che no. Tu non puoi rilassarti. Tu adesso sei MAMMA!

E se prima la tua tenuta da spiaggia era occhiali, pareo e pochette per soldi e cellulare, adesso sei messa più o meno così: piscinetta da tenere sotto l’ombrellone con annesso termometro perché la temperatura dell’acqua deve essere 23 fissa e cartina tornasole con test di salinità, sediolina con trombetta ed ombrellino, borsa mare con all’interno crema presole, crema solare prime ore del giorno, crema solare raggi perpendicolari, crema solare del tramonto, crema doposole, stick punture insetti volanti, striscianti e natanti, otto coppie di braccioli, salvagente con liocorno, pompa gonfiamondo per non collassare in spiaggia a furia di soffiare nelle cose, otto costumini e trentadue tra bandane e cappellini, borsa frigo con succhi, frutta, the deteinato, camomilla, sciroppi vari, yogurt e merendine e omino del cocco.

E quando finalmente arrivi in spiaggia, sai che ora inizia davvero la parte impegnativa, ovvero correre dietro al tuo pargolo, per qualsiasi cosa: per mettergli la crema, per mettergli i braccioli, per tenerlo nella tua area, per (soprattutto) non far schizzare le giovani non-mamme che stanno entrando beatamente in acqua e fulminano con lo sguardo chiunque sia sotto al metro, e non te la senti di avercela con loro, perché tu eri una di loro, e quando le vedi uscire dall’acqua come delle Veneri di Botticelli, ventre scolpito, abbronzatura dorata, goccioline d’acqua che imperlano le spalle, tu non provi invidia e rammarico per quel fisico statuario, ma la provi perché loro si stenderanno sul proprio adorato lettino e magari si appisoleranno, mentre tu per qualche ora ancora dovrai inseguire, scusarti, sgridare, ingoiare sabbia, spalmare crema e farti fare i fanghi sulla tinta appena fatta.

Un altro sguardo alla ex te sotto all’ombrellone, il tempo di sentirti chiamare “mamma”, che tutto l’impegno diventa solamente la cosa più bella che ci sia sulla faccia della terra.

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