Quando lo fai il secondo?

Oggi vorrei chiedere infinitamente scusa a tutti i genitori di figli unici che nella mia vita ho incontrato, e mi sono fatta i cazzi loro.

A mia discolpa posso solo dire che:
A. non ero ancora genitrice;
B. probabilmente non sapevo di cosa parlare e per ammazzare i tempi morti ho deciso di dare fiato alla bocca;
C. forse mi era caduto un attimo il cervello.
Altre motivazioni, in questi casi, non possono essercene.
Cosa spinge, del resto, una persona normale, a ficcare il naso nella vita altrui, e, peggio, a decidere il numero dei membri di una famiglia che non sia la sua?
Che poi, io già dovevo capirlo che alcuni benissimo non stanno quando Mia non arrivava e, stupiti che fossi sposata da ben due settimane, ancora non fossi in attesa.
Credetemi, io non parlo di conoscenti o amici, ma proprio di persone quasi sconosciute che mi spiegavano la posizione migliore per restare incinta!
Addirittura, una signora, dal medico, mi spiegò nel dettaglio che, nelle 36 / 48 ore successive al rapporto, oltre che intraprendere la posizione del pipistrello e dormire così, era vietato un bidet.
In realtà, quel 10 agosto famosissimo (data concepimento), non solo mi lavai nell’immediato, ma con il chilly verde, che, a dirla tutta, è talmente potente che  rinfresca pure l’alito e se sei raffreddato ti stappa il naso.

Mia ha 3 anni e mezzo.
Giuro che al settimo mese mi venne detto: ed adesso sbrigati a fare il secondo.
Ci sono persone che se potessero, mi tirerebbero due sberle quando dico loro che resterà unica e che non ho nessunissima intenzione di farne un altro perchè stiamo bene così.
Sono talmente stanca di risponderlo, che alle volte alzo le spalle ed abbasso lo sguardo platealmente, quasi a far capire che un  dramma gigantesco non mi consente di avere altri figli.
Ed accade il miracolo della follia: le stesse, medesime persone che mi hanno appena cazziata che lascio Mia da sola, che sono un’egoista, che non penso a quando creperemo Paolo ed io, che un figlio deve avere un fratello, che poi non mi devo lamentare che Mia stia crescendo viziata eccetera eccetera, una volta intuito che per qualche drammatica ragione non mi riesce di esaudire questo desiderio, ecco che mi viene detto “ma che fa??? Anzi, sai cosa ti dico? Meglio, coi tempi che corrono, vuoi creare un altro disoccupato? E metti che poi Mia non lo accetta, il fratellino? E poi, parliamoci chiaro, meglio una bocca in meno da sfamare”.
Quindi, se mi state leggendo, e domani incontrate una famiglia monopargolo, vi prego, pensatemi. E se non vi viene niente da dire, parlate del tempo. Della Corea del nord. Della raccolta differenziata.
O della rotatoria pazzesca di viale della Repubblica. Ecco. Parlate di quella che sicuramente sarete d’accordo che è stata fatta da un ingegnere burlone.

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