Ho la schiena bloccata e devo fare pipí.

Solo chi ne soffre spesso, può capire il senso di disagio misto a incazzatura costante che questa cosa comporti.

Nel dettaglio, vorrei aggiungere che dopo i 40 è facile che ti si ricordi che, appunto, dopo i 40, non si è più dei giovanotti. Solitamente questa cosa ti viene ricordata con sorrisetto ed ammiccata finale.

Cosa stracazzo mi sorridi? Me lo devi dire tu che non c’ho più vent’anni? Che poi, a dirla proprio tutta, anche a venti restavo bloccata spesso, a causa di una sublussazione alla clavicola (colpa di mia sorella, un giorno vi racconterò), solo che all’epoca quando lo dicevo non ammiccavano.

L’ammicamento altrui aumenta con l’aumento della propria età.

Ma andiamo avanti.

Questa volta non c’è pomata o voltadvance che tengano, ho dovuto ricorrere al cortisone (mentre scrivo certifico che per ora neanche lui ha fatto effetto).

Il momento peggiore è la notte. Essendo dietro la scapola il dolore, è impossibile trovare una posizione per dormire.

A tal cosa, aggiungo che io sono una pisciona.

Continuo sempre a cercare su wish (sti cinesi inventano tutto) un rimedio al piscettamento notturno eccessivo non dovuto alla prostata, ma ancora non ho trovato il cannuccione lungo che arriva al wc, il mega cateterone. Se dovessero finalmente brevettarlo avendolo io pubblicato oggi in rete farà fede la data. Chissà finalmente divento ricca.

Comunque, tutto questo preambolo per raccontarvi cosa mi è successo stanotte.

Schiena bloccata. Pipì.

Mica il posso alzarmi come tutti e trascinarmi in bagno lamentandomi.

No.

Perché io sono racchiusa in un sarcofago di amore!

Alla mia sinistra (lato porta, corridoio, bagno) c’è colui che quando mi blocco mi chiama Robocop e mi fa il verso.

Colui che, nonostante al suo compleanno ero all’apice del dolore (lunedì) con aggiunta la febbre, e gli ho preparato tiramisù gluten free zuppa alla santè che non ci vogliono due minuti, e ho fatto il folletto innamorato tutto il giorno, ha avuto il coraggio di dire ad un nostro amico che lo chiamava per gli auguri, chiedendogli cosa gli avessi regalato “con sta vecchia di megda non esistono natali, capodanni o compleanni, non me la può nemmeno daghe che deve faghe gobocop”.

Esatto. Proprio lui, il milanese. Che, per chi non lo sapesse,per quanto è amorevole ed equilibrato di giorno, tanto è psicopatico la notte. Vivo nel terrore di svegliarlo.

Alla mia destra c’è la culla di Mia e la sua mano (dormiamo mano nella mano).

La parte davanti al letto centrale c’è lo chicchissimo lettino shabby dei due cani. Di solito, per far pipì senza disturbare nessuno vado quindi dal davanti. Ovviamente devo levare i gatti che stanno sulla coperta e mi bloccano ogni passaggio.

Ora, stanotte il tutto era più difficoltoso per via della schiena bloccata, ma, finalmente, riesco a venire fuori da questa empasse senza svegliare nessuno.

Metto il piede a terra e mentre sento morbido, si sente un grido assurdo, acuto, tipo la risata di una strega cattiva… Sveglio ovviamente tutto Sant’Agostino perché quella pulce di Charlie ha deciso di dormire esattamente nell’unico punto in cui potevo mettere il piede la bimba comincia a piangere che si accorge che non c’è la mia mano, trattengo a stento una bestemmia insieme alla pipì ma ecco che non basta la schiena bloccata, l’insonnia e tutto il resto. 

Pure il cazziatone notturno del milanese mi sono presa.

Ho una scusa in più da aggiungere ai cento e uno motivi per dimostrare che sposare un milanese non è cosa giusta.

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