Piccola storiella di un milanese che amo

Stasera non mi va di prenderlo in giro.

Stasera voglio raccontarvi le ultime ore di questo ragazzone di 38 anni.

Stanotte ha avuto il turno 23:30 – 7:30.

Tornato a casa ci ha portato la colazione del bar senza glutine di nostra fiducia.

È morto sul letto per un’ora ed alle 10 è tornato in ufficio poiché rappresentante sindacale CGIL del suo posto di lavoro, per informare i colleghi della firma del contratto integrativo ottenuto con fatica, studio, tempo (vi farei vedere il cassetto del suo comodino).

Ascoltando a qualsiasi ora i pareri e le richieste dei colleghi,  ma restando fermo sull’idea del rispetto massimo dell’azienda per cui lavora.

Prendendo anche delle grandissime delusioni da persone che credono di essere taaaaanto furbe (ma che hanno semplicemente fatto delle mega figure di merda, perché, amici miei, sono state sgamate praticamente dal mondo. Ma loru su convinte). Leggendo messaggi in cui alcune persone cercavano di prendersi tutti i meriti (puru loru su convinti, ma fortunatamente le persone sono sempre più intelligenti di quello Ca’ si spiarti si pensano).

È tornato a casa e mi è venuta voglia di festeggiarlo.

Non per il successo ottenuto oggi, però.

Mi è venuta voglia di festeggiare perché dopodomani è la festa della donna ed io ogni santo giorno sto con un uomo che mi tratta come ominicchi che solo l’8 marzo trattano le donne vicine a loro.

Mi è venuta voglia di festeggiare perché sua figlia avrà come esempio un padre che tratta la mamma così, e lei anelerá a tanto,  e perché tratta sua figlia come un Padre deve trattarla.

E chissenefrega della spalla bloccata, ho comprato il pane più simile al pane col glutine (che costa più o meno come un rene), ed ho fatto la zuppa di pesce come se fossimo a cenare fuori per festeggiare questo grandissimo esempio di milanese che si, magari ha una erre impgoponibile e qualche pelo di troppo, per non parlare della fronte su cui possono atterrare i Canadair, e le sopracciglia citate anche nel libro dei Guinness, ma è stato comunque tutta la cena attento a masticare prima lui il pesciolino (che odia) affinché Mia non beccasse spine.

Non auguratemi buona festa delle donne. Auguratevi di conoscerlo.

Un pensiero su “Piccola storiella di un milanese che amo

  1. Andreina Ghionna ha detto:

    Un re è un uomo quando la sua donna si sente regina. Nonostante lui sia milanese.
    Buona festa della donna invece, per tutto l’anno. ❤

    Mi piace

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