Post partum

Oggi vorrei parlarvi di una cosa che si chiama “faccia da post partum”.

L’ho inventata io adesso e datemela per buona.
La faccia da post partum non è assolutamente quella che state vedendo nelle ultime ore sul web ed ai tg.
La faccia da post partum comprende: occhiaie, capelli preoccupanti, rughe, faccia spaventata, un paio di caccole spiaccicate nella frangetta, alito incontemplabile.
La faccia da post partum sicuramente non comprende: sorriso sereno e rilassato e folata di vento che mi sa tanto di ventilatore di Beyoncé.
La faccia post partum comprende la bestemmia. Non la si sente ma si percepisce chiaramente.
La faccia da post partum non comprende le fossette delicate. Comprende, piuttosto, delle nuove rughe. Ah, ed anche dei nuovi capelli bianchi.
La faccia da post partum non prevede un vestito rosso, poiché il colletto bianco,  col verde vomito, sa tanto di tricolore.
Non dimentichiamo una cosa molto importante: la faccia post partum durante una camminata, è tipo un rapporto sessuale tra Ciop di cip e ciop e il papà di Dumbo.
Non è un sorriso con una simpatica espressione. No.
L’unica espressione che ti esce, è quella dello sforzo per non far fare capolino all’emorroide sbucata fuori nelle ultime ore.
E lo sguardo, verso il marito, nella faccia post partum, è più simile a quello di alligatore che sta per attaccare una povera gazzella che leggiadra si avvicina al ruscello per dissetarsi. Oh, leggiadra gazzella… Cosa stracazzo ridi, leggiadra gazzella? Quei cinque minuti, se è andata bene, sono stati fenomenali, magari, per te. Ma il resto me lo sono portata tutto io suo groppone.
E le caviglie post partum, sono delle colonne greche con la ritenzione idrica. Qualsiasi scarpa sia stata inventata, non ne reggerebbe  il peso. Meno che mai le solite décolleté beige messe dal giorno del fidanzamento fino ad oggi (a proposito, proporrei una raccolta fondi per cambiare almeno le suole di quelle cavolo di scarpe).
Un’ultima cosa, amici miei.
Il saluto post partum.
Non è esattamente così principesco. Per quanto una si possa preparare nei nove mesi precedenti, quando una esce dalla sala parto, l’unico saluto che le viene in mente di fare è quello con un dito solo. Probabilmente il medio. A tutti.

Pure alla regina Elisabetta, per dire. Ed a tutta la razza sua. Nonostante God Save the Queen. Perché God può salvare chiunque da qualsiasi cosa,  ma non da una donna che ha appena partorito.

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