Il mio celiaco milanese (oltre che raccapricciante in questa foto!).

Se avete un po’ di tempo da passare con me, stasera, voglio raccontarvi una storia quasi paranormale… 

O, comunque, magica.

Sapete tutti, ormai, che la nostra piccola Mia è celiaca.

È risaputo da circa un anno e adesso per noi è normalità.

Quello che non sapete, è che quando scopri una patologia genetica in famiglia, bisogna indagare per arrivare alla fonte.

Perché la celiachia è una merdina subdola che se asintomatica può fare davvero molto male. 

Ora, quando scopri che è la tua bimba ad esser celiaca, poco ti importa di te, la tua massima aspirazione è che lei stia bene. 

Quindi, prima di fare accertamenti, il nostro obiettivo all’inizio è stato quello di proteggerla e farla stare bene.

Una volta accusato il colpo, e pronti alla nostra nuova vita gluten free, abbiamo deciso di indagare.
Ovviamente il milanese dava per scontato che derivasse da me la celiachia di Mia. 

Amoghe, non vai mai al cesso, sei magcia, eggo, sei celiaca!

Quando abbiamo deciso di fare le IgA (riempiendoci di teglie di pizza da forno nei giorni precedenti), era inverno ed il risultato non era scontato.

Ovviamente, a nessuno dei due importava più di tanto, era, più che altro, una sorta di scommessa.

Ci chiama mia sorella Myriam una volta pronti i risultati nel laboratorio dove lavora: “Paolo, hai delle analisi terribili! 200 volte superiori al range!”
Risate, scommessa persa, sei tu, il marcio, caro mio! Non bastavano i peli, pure la celiachia le hai passato!

Si, tutto simpatico, se non fosse che dopo la gastroscopia di routine (fatta a Catanzaro sotto la supervisione della nostra adorata dottoressa Giancotti), scopriamo che il nostro milanese non aveva quasi più il duodeno. 

Anni di malessere che magari attribuivamo a virus, dermatite atopica, afte frequenti e soprattutto cali fisici improvvisi e preoccupanti, ed era questo: il milanese è celiaco. Molto celiaco. Per intenderci: un altro paio di anni di glutine e nulla sarebbe stato più tanto divertente…

Pensate che per qualche mese dovrà sospendere le donazioni all’avis a cui tiene tanto poiché non riesce a far salire la ferritina.

Ed io, è da allora che penso spesso alla mia adorata nonna Maria Giovanna (di cui Mia porta il nome), ed al papà di Paolo, Giovanbattista (morto giovane, probabilmente a causa di celiachia mai diagnosticata), ed a quando non riuscivo a restare incinta, che pensavo che lassù loro ci tenessero tanto che Mia arrivasse… ed ho pensato al loro magnifico disegno…

Se Mia non fosse stata celiaca, non avremmo mai scoperto la celiachia del suo papà. 

Grazie, angeli nostri. 

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