Attente alla baby blues

Questa che vedete, è la prima foto che ho acconsentito di farmi con mia figlia. 

Voglio partire da qui per aprirmi, e per aiutare anche solo una mamma che sta vivendo la depressione post partum, che, chiamata baby blues ha un suono più bello, quasi romantico.

Ma che invece è la cosa più tremenda che possa capitare alla puerpera.

Mi sono decisa a farlo dopo aver letto di quella mamma che ha finito di allattare la sua creatura  ricoverata in tin e si è lanciata dall’ultimo piano dell’ospedale. 

Lo so, questo mio pezzo non sarà scanzonato come al solito, ma sento la necessità di scriverlo e condividerlo. 

Per chi non mi conoscesse, e non sapesse quanto Mia fosse desiderata, può dare una sbirciata a questo pezzo: 

https://lamangano.net/2018/05/04/un-messaggio-di-una-donna-che-vuole-restare-anonima/

Per chi mi conosce, immagino possa capire quanto la nascita di Mia sia stata aspettata, desiderata, pregata.

Eppure, complice un parto da film horror, delle parole orribili che tuttora mi fanno male quando negli incubi mi capita di risentirle, o poco prima di addormentarmi, ed un post cesareo complicato e doloroso, il rientro a casa con il mio fagottino rosa fu orribile. Non provavo lontanamente quella felicità che per quasi dieci mesi di gestazione ho immaginato.

Tutti mi chiedevano quanto fossi felice ed io sorridevo perché così andava fatto.

Ma non ero felice. Ero terrorizzata.

La tristezza che aumentava, anziché passare, cominciò a preoccuparmi davvero. 

Perché tutti, vedendomi sconvolta, pensavano fosse solo stanchezza. Ma io, che sono già di mio la peggiore critica di me stessa e che non mi faccio mai sconti, cominciai a credere che se non mi fosse stato mandato un figlio fino ai 40 anni, era semplicemente perché Dio sapeva che sarei stata una pessima madre e voleva salvarmi. 

Quando Mia, che è stata da subito una bimba meravigliosa, piangeva o mi mordeva i capezzoli quando ciucciava, io pensavo che lo facesse perché avrebbe preferito non avere me come madre e fosse un modo per biasimarmi.

Capii che stavo toccando il fondo un pomeriggio, quando in terrazza, mentre avevo la mia cucciola in braccio, strappai una foglia secca da un vaso appeso alla ringhiera. Un gesto stupido, vero? 

Eppure dopo dieci minuti, mentre ero in casa, pensai che avevo stupidamente attentato alla vita di Mia figlia, che avrebbe potuto volarmi giù (assolutamente impossibile). E in quel momento mi venne un terrore assolutamente più grande e che mi devastò: e se quella pazza della Franzoni avesse detto la verità, e avesse ammazzato il proprio figlio per poi rimuoverlo per davvero dalla sua memoria ed io fossi come lei?

Quello fu il momento più buio. Chiamai mio marito che era al lavoro in preda al panico. Chiese permesso e scappò a casa spaventato.

Mi trovò seduta sul letto con Mia stretta a me che dormiva beata (grazie a Dio lei era nel posto più sicuro del mondo, le mie braccia, ma io non lo sapevo ancora), completamente bloccata dall’angoscia. La prima cosa che gli dissi, non appena entrò, fu che erano pazzi a lasciarmi sola con la bimba. Solo parlando con lui, e dicendo quindi ad alta voce i fantasmi che mi stavano distruggendo la vita, cominciai a realizzare che ero nel pieno della depressione post partum. Che conoscevo benissimo poiché edotta in materia e consapevole, quindi, che erano gli ormoni a darmi quel senso di oppressione, inadeguatezza, angoscia. 

Non è stato facile ed immediato, ma piano piano, con il supporto di mio marito, ne sono venuta fuori, e finalmente un magico giorno, quando mi sono accorta che Mia se agitata, riconosceva la mia voce ed il mio tocco e si calmava, ho provato finalmente quella felicità tanto desiderata.

Quando pubblicai questa foto fu il momento in cui ne ero appena uscita. Tante persone notarono la mia stanchezza e la attribuirono alle alzatacce notturne per la poppata ed alla mancanza di sonno, ma in realtà era così. 

Qualche tempo dopo la mia amica Annina mi chiese se volessi amministrare con lei una pagina di mamme a Cosenza ed io prontamente risposi si, pensando proprio a quanto mi sarebbe servito un supporto del genere in quei momenti, ed il resto è storia.

Difatti, da quel momento non si contano le volte in cui abbia letto tra le righe una richiesta di aiuto, e sia corsa a raccontare del mio periodo Franzoniano sperando di strappare una risata facendo però riflettere sulle assurdità che possono venire in mente quando gli ormoni decidono di farti la guerra.

Ed ho scritto questo pezzo, sperando che possa essere d’aiuto a qualcuna che crede che quei fantasmi non la abbandoneranno mai. 

Se ne vanno amiche mie. Ma parlatene, apritevi. E se non avete un cavaliere come il mio milanese, guardatevi intorno ed individuate una persona che possa capirvi. Oppure scrivetemi, ma non chiudetevi in voi stesse! 

Superato questo momento, comincerete a sentire il suono della risata dei vostri bimbi. Vale la pena attendere un po’, fidatevi. Ricordate che una cosa, per essere davvero, davvero meravigliosa, deve sempre essere un po’ sofferta…

4 pensieri su “Attente alla baby blues

  1. Grazia ha detto:

    Brutta cosa che cara cugina mi tocca dirle quattro righe io ne sto uscendo e sn 8 anni oltre a questo associo anche la mie care perdite papà e fratello e quando mi viene a trovare quella rogna del ansia assieme al panico parlo tra me e me e la faccio andare via…che dirti mi ha fatto piangere ma come si dovrebbe fare è : “no , finché la barca va lasciala andare , ma bensì ,tutto arriva a chi sa aspettare “,ci vuol pazienza costanza e soprattutto tanta gente attorno e credimi ne ho pochissima se non la mia piccola famigliola a casa! Ma va bene così è leggerti non fa che di te la mia montagna !😍grazie x aver scritto ciò x tutte .

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.